Adorazione dei Magi – dipinto ad olio su tavola

Sul Settimo altare a sinistra, collocato sulla parete di fondo, troviamo il prezioso dipinto ad olio su tavola raffigurante “L’Adorazione dei Magi” datato 1558, eseguito dall’artista cosentino Pietro Negroni.

L’opera è stata restaurata nel 1962 nel Laboratorio di Restauro di Capodimonte dal Maestro Graziadei Tripodi, sotto la direzione dei lavori del Direttore Causa e del Soprintendente Gino Doria.

Nel dipinto vediamo al centro la Vergine, assisa in trono, sotto una rustica tettoia di paglia in atto di presentare il bambino benedicente ai tre offerenti.

Il re più anziano, Gasparre, si è già inginocchiato in adorazione e non è intento a baciare i piedi di Gesù come vorrebbe l’iconografia classica, ma si limita ad osservare il bambino in contemplazione.

La figura di San Giuseppe è collocata sulla destra ed è colta mentre dialoga con la Madonna. Sullo sfondo invece si apre un paesaggio animato da tre cammelli.

In basso su cartiglio c’è l’iscrizione “petrus negronus / 1558”, precisamente la data di esecuzione dell’opera e il nome dell’artista calabrese.

L’Adorazione dei Magi è un’opera affascinante che tratta un tema tradizionale.

Nel dipinto è possibile apprezzare anche a occhio nudo, la dettagliata particolarità della scena e delle singole figure.

Nella tradizione cristiana i Magi sono degli astronomi che, secondo il Vangelo di Matteo, seguendo una stella, giunsero da Oriente a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù. Il racconto li descrive però in maniera piuttosto scarna. Solo successivamente la tradizione aggiunge che erano tre, sulla base dei doni portati, oro, incenso e mirra, e che si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Il termine Magi deriva dal persiano antico Magush e indica personaggi importanti,  i sacerdoti dello Zoroastrismo orientale. La regalità dei Magi non attestata dalle fonti canoniche cristiane, né dai Padri della Chiesa. Tuttavia essi diventano Re Magi nella tradizione liturgica successiva. Ai Magi sono stati associati la ricerca della luce spirituale e il rifiuto delle tenebre. Essi giunsero alla mangiatoia di Betlemme con piena coscienza. Poiché erano essi sacerdoti zoroastriani, seguendo una stella, secondo la tradizione, riconobbero nel bambino Gesù l’unico Dio. Vengono ricordati dalla Chiesa cattolica il 6 gennaio, commemorazione dell’Epifania.