IMMACOLATA CONCEZIONE CON SAN GAETANO DA THIENE E SANT’ANDREA AVELLINO

Sul secondo altare della navata sinistra è possibile apprezzare il quadro ad olio su tela che raffigura l’Incoronazione della Vergine Immacolata con i Santi S. Gaetano da Thiene e S. Andrea Avellino, eseguito dal pittore campano Giuseppe Marullo del secolo XVII, esponente del barocco, attivo soprattutto a Napoli.

Al centro la Vergine,  mentre viene incoronata da due angeli, si eleva in una luce divina che la purifica e la rende integra. I piedi poggiano sopra una falce di luna per esprimere la sua elevazione spirituale e ultraterrena. Lo sguardo, rivolto verso l’alto, vuol significare il rapporto privilegiato, il dialogo perpetuo che ha instaurato con Dio attraverso la preghiera.

Alla sinistra della Vergine, con abito talare nero, è possibile riconoscere S. Gaetano da Thiene; a destra invece S. Andrea Avellino con lo stesso abito, perché appartenente alla stessa congregazione di chierici regolari Teatini. Entrambi sono raffigurati con un libro ed un ramo di gigli.

In quest’opera l’attenzione cade sulla profondità del mistero rappresentato, l’arte diventa stimolo religioso di genuina devozione.

San Gaetano da Thiene è il fondatore dell’Ordine dei Chierici regolari teatini. Vissuto nel XVI secolo è anche ricordato come il santo della Provvidenza. Figlio di nobile famiglia, dopo avere conseguito la laurea in legge, preferì farsi sacerdote. Dopo un periodo vissuto a Roma, Gaetano si trasferì a Napoli, dove il vicerè Pedro de Toledo gli concesse la basilica di San Paolo Maggiore. Si racconta che, mentre pregava ina una chiesa romana, venne rapito in estasi per assistere al parto della Vergine. Oggi viene ricordato come protettore dei disoccupati.

Sant’Andrea Avellino è stato un sacerdote dell’Ordine dei Teatini. Frequentò gli studi giuridici, ma poi rinunciò alla laurea e preferìentrare nella famiglia religiosa di Gaetano da Thiene. Rinunciò all’eredità paterna e quando scoppiarono i tumulti a Napoli nel 1585, misi a disposizione dei bisognosi tutte le risorse dell’ordine. I medici del tempo raccontano che, ad un anno dalla sua morte, il corpo ancora non si era decomposto. A Castronuovo di Sant’Andrea, nel giardino di casa, c’è ancora un ulivo che ne ricorda la nascita.