Madonna con Bambino tra Sant’Antonio Abate e San Sebastiano

Sul terzo altare della navata destra è possibile apprezzare il dipinto ad olio su tavola di un ignoto pittore campano del XVIII secolo, raffigurante la “Madonna con Bambino tra Sant’Antonio Abate e San Sebastiano”.

L’opera è stata recuperata, dopo un adeguato restauro ultimato nel 2003, grazie ad un progetto realizzato a cura della locale Associazione Pro Loco.

Nella parte superiore del dipinto la Madonna e il Bambino sono in gloria fra le nuvole in una luminosità ariosa del cielo. La Madonna è in veste rossa, avvolta da un manto di colore azzurro, con un velo bianco che ricopre il capo. Gesù Bambino è nudo ed è tenuto dalla mano destra della Madre che mostra nello sguardo tutta l’umiltà della Vergine.

La scena è arricchita, nella parte alta, ai lati delle due figure, da sette angeli.

Sulla sinistra invece, grandeggia la figura di S. Antonio Abate eremita con un bastone a “T” e un libro, dal quale si sviluppa una ardente fiamma; il suo volto è barbuto e indossa un saio bianco, con cappuccio e manto nero.

Sulla destra, S. Sebastiano con lo sguardo rivolto verso Gesù Bambino, il suo corpo è avvolto da un mantello di colore verde.

In basso, al centro, notiamo un portale d’ingresso, dal quale è possibile intravedere un paesaggio urbano.

La composizione vive della luminosità ariosa del cielo e dell’oscurità corposa della terra, due elementi contrapposti che attraggono ed emozionano l’osservatore.

Sant’Antonio Abate è vissuto in Egitto nel III secolo ed ha un’antica devozione in tutta la Campania. Della sua vita si ricorda in particolare la continua lotta contro le tentazioni del demonio. Si racconta che per allontanarsi dalle tentazioni maligne si coprì con un panno e si chiuse in una tomba scavata nella roccia nei pressi del villaggio di Coma, ma fu lo stesso aggredito e percosso dal demonio. Fu prima sepolto nel deserto egiziano e poi in una chiesa a lui dedicata per curare le persone affette da herpes zoster, detto fuoco di Sant’Antonio. Oggi il santo è protettore di macellai e salumieri.

San Sebastiano è vissuto anch’egli nel terzo secolo al tempo dell’imperatore Diocleziano. E’ stato un militare romano, martire per aver difeso e sostenuto la fede cristiana. Si narra che fu legato a un palo sul colle Palatino, denudato e trafitto da centinaia di frecce. A recuperare il corpo fu santa Irene di Roma per dargli sepoltura, ma si accorse che era ancora vivo e ne curò le ferite. Una volta ristabilito, Sebastiano continuò ad aiutare i cristiani, ma fu flagellato a morte e poi gettato nella cloaca maxima.  Oggi è patrono dei militari, dei tappezzieri e della Polizia municipale.